New York, quando gli immigrati eravamo noi


 

.....New York è la città dei musei.
Si possono passare giorni e giorni a visitare il Moma, il Metropolitan...........

 

Ma ce ne sono due che non bisogna perdere se si vuole capire qualcosa della storia di questa città:
uno è il Museo dell’Immigrazione di Ellis Island,
l’altro è il Tenement Museum del Lower East Side......


......……………Non ero sicuro del nome con cui chiamarla, perché ne ha avuti tanti nel tempo e nessuno sembrava adatto al posto che avevo in mente io. I suoi primi abitanti la chiamavano Manhattan, “L’isola delle colline”. I coloni olandesi  Nieuw Amsterdam, i conquistatori inglesi New York. Credo che gli americani abbiano sempre rimpianto di non averla battezzata un’altra volta dopo la rivoluzione, e così hanno cominciato a inventarsi soprannomi. Il più celebre è “ La Grande Mela”. Viene dal gergo degli schiavi africani e allude alla fortuna, alla ricchezza e forse pure al peccato, tutti frutti proibiti che chi emigrava dalle campagne sperava di riuscire a cogliere qui. Ma il nome che preferisco fu coniato da Washington Irving, il primo grande scrittore americano, verso l’inizio dell’Ottocento. Lavorando ai suoi articoli di costume locale, Irving venne a conoscenza di una cittadina inglese nota per l’eccentricità dei suoi abitanti: Gotham………il nome fu ripreso da diversi scrittori nell’Ottocento – lo stesso Edgard Allan Poe curava una rubrica intitolata Cronache da Gotham – e reso immortale da Bob Kane nel 1939, quando creò il personaggio di Batman e la città di Gotham City, infestata da pazzi criminali...
da “New York è una finestra senza tende” di Paolo Cognetti

passeggiate in città , visite guidate
8 giorni - 7 notti
1-8 aprile

iscrizioni chiuse

 

 

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Da sempre simbolo di modernità e fusione culturale, New York è un luogo che indiscutibilmente offre molteplici sfaccettature. Ricca di contrasti, imprevedibile ma conciliante, può disorientare ma accontenta e circuisce i visitatori, che ne sono inevitabilmente affascinati. L’atmosfera che vi si respira, che non ha eguali in altri posti, trasmette energia e voglia di vivere. Mille volte sognata, filmata e rappresentata, incarna la visione di un mondo nuovo e sempre nasconde sorprese inaspettate. Le contraddizioni e l’atmosfera tranquilla di Central park e Brooklyn Heights, le icone di Times Square e l’Empire State Building,  l’ incomparabile grandiosità del  Moma........ La Grande Mela si rigenera senza tregua e si scopre  passeggiando,  non vi è altro modo per assaporare almeno alcune delle tante inconsuete unicità di questa metropoli. Alloggeremo a Manhattan, ma non ci priveremo di qualche fuga nel Bronx o nel Queens, magari in bicicletta, o al giardino botanico di Brooklyn.  Non ci sarà tempo ovviamente per tutto, ma sarà un incontro che ci lascierà la voglia di tornare.

Particolare attenzione sarà data alle visite del Museo dell’Immigrazione di Ellis Island   e al Tenement Museum del Lower East Side......Nel periodo compreso fra il 1892 e il 1924 – il trentennio in cui Ellis Island funzionò da anticamera della nazione – nel porto di New York sbarcarono dodici milioni di emigranti. Quattrocentomila all’anno. Un’intera città di profughi in movimento.