mostra Armin T. Wegner

Armin T. Wegner, un giusto per gli Armeni e per gli Ebrei


Le drammatiche fotografie scattate dal militare e attivista tedesco Armin Theophil Wegner in mostra nel Vestibolo della Libreria Sansoviniana della Biblioteca Nazionale Marciana. Inaugurazione della mostra venerdì 9 gennaio 2015, alle ore 12:00.

 

Armin T. Wegner nasce a Wuppertal, Germania, nel 1886 e fin da bambino cresce respirando i valori della libertà e della difesa dei diritti umani. Fin dalla giovinezza si imbatte nella ricerca della verità su se stesso e sui rapporti umani, ponendosi importanti domande sul significato dell’esistenza. Persona generosa e capace di un proprio pensiero, scopre presto la difficile accettazione nella società tedesca di un ”diverso”, in particolare di un ragazzino coetaneo di origini ebree.
Si arruola volontario durante la Grande Guerra con un bagaglio carico di speranze e buoni propositi che presto svaniranno sul fronte medio orientale nell’aprile 1915, segnandolo profondamente. Nel deserto della Mesopotamia, infatti, si trova davanti a migliaia di vittime innocenti, bambini, donne e anziani di origine armena deportate nei campi. Armin decide di opporsi al sistema e di percorrere assieme al popolo armeno “la via senza ritorno” con destinazione “il nulla”, eludendo i divieti imposti dalle autorità turche e tedesche volte a impedire la diffusione di notizie sulle deportazioni, entrando nei campi di prigionia e di concentramento, scattando fotografie e scrivendo un diario che testimonia le atrocità subite dalla popolazione armena.
Una delle lettere dirette alla madre viene intercettata e immediatamente un ordine di servizio lo trasferisce nelle tende degli ammalati di colera a Baghdad, dove contrae la malattia. Nonostante l'epidemia, si tiene ben stretti il diario e le fotografie scattate per portarle poi in patria e far conoscere quello che i suoi occhi hanno dovuto vedere.
La sua vita dedicata alla memoria dei crimini, lo porterà poi ad imbattersi in una nuova tragedia: la persecuzione ebraica. Anche in questo caso Wegner prende posizione e nel 1933 scrive a Hitler per convincerlo a porre fine ai comportamenti antiebraici del regime. Questo suo comportamento ebbe come conseguenza prima la prigionia e poi l’esilio, in Inghilterra, in Palestina e infine in Italia, dove muore a Roma nel 1978 all’età di 92 anni.
La mostra, realizzata dalla Biblioteca Nazionale Marciana in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia, il Consolato della Repubblica d’Armenia di Milano, il Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena, il Deutsches Literaturarchiv, Marbach e l’Unione degli Armeni d’Italia, affianca alle 80 emozionanti fotografie di Wegner, carte geografiche e schede storiche a dimostrazione dell'impegno sociale del fotografo, oltre al testo originale della lettera inviata da Wegner a Hitler e un estratto dell’intervista con Martin Rooney sul rapporto tra Wegner e l’ebraismo.

L'inaugurazione dell'esposizione è fissata per venerdì 9 gennaio 2015, alle ore 12:00 (ingresso da Piazzetta San Marco 13/a, Venezia) e, oltre ai saluti di Maurizio Messina, Direttore della Biblioteca Nazionale Marciana, di S.E. Sargis Ghazaryan, Ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia, di Pietro Kuciukian, Console onorario della Repubblica di Armenia a Milano e di Baykar Sivazliyan, presidente dell’Unione degli Armeni d’Italia, interverranno:
Paolo Navarro Dina, giornalista e consigliere della Comunità ebraica di Venezia;
Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti;
Anna Maria Samuelli, curatrice della mostra.